Cesari

Il giorno in cui cade il tiranno i più non lo sanno. Qualcuno barricato in casa, altri all’assalto per le strade, poche famiglie già altrove partite su piccoli jet. Quando il tiranno rovina nella polvere il rumore si sente in ritardo, onda di mare che si carica lontano dalla costa, per infrangersi in un istante preciso sull’incredulità delusa di tutti. “Finisce così? Tutto qui?” Non è facile farsene una ragione, dopo decenni di propaganda e bugie. La verità, allora, si rivela scandalosamente, sconosciuta a tal punto da non essere creduta affatto. Invece è proprio così. Il despota è destituito, dimesso, smaterializzato. Il suo popolo è polverizzato, disconnesso, sfilacciato. Costretto a rimpiangerlo, per giunta, in assenza di un altro potere tanto robusto da sostituirlo. Chi comanda? Tutti. Inammissibile e inumano. Meraviglioso e sanguinoso. Giorni memorabili di rivolta. All’improvviso, tanti uomini importanti non contano più niente, nonostante le loro ricchezze, le cerimonie e i gli onori. Tanti altri, prima pavidi e servili, si trasformano in capi popolo e banditi. Pochi riescono a pensare un dopo, se sopravvivono. Quando il tiranno è caduto il vuoto gli brucia tutto attorno in cerchi concentrici, avvolgendo di sgomento le donne e gli uomini, talvolta anche le bestie. E’ in quel preciso istante che si scatena la rabbia o solo pochi secondi prima? E’ quello il momento della liberazione o ancora soltanto della rabbia? Prima o dopo il momento arriva. E’ l’unica certezza. Siate pronti. Torto

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