La grande storia di un piccolo uomo

C’era una volta un paese piccolo piccolo, governato da un uomo piccolo piccolo che si sentiva enorme. Per far piacere al piccolo e importantissimo uomo, tutti si facevano ancor più piccoli di lui e accusavano il mondo intero di essere troppo grande. “Questa chiesa enorme è uno spazio sprecato!”, gli dicevano a gran voce, mentre visitava la cattedrale di una città, “quella montagna è troppo alta, ci toglie la luce del sole!”, gridavano altri, un giorno in cui inaugurava un ponte sul fiume, “questo mare è troppo esteso, crea un’incredibile distanza tra una terra e l’altra, ed è pure umido”, declamavano in versi i suoi lacchè, mentre si precipitavano a seguirlo e inseguirlo, durante la partenza di una regata nei mari del sud. Si narra che i suoi adepti cingessero i loro piedi e arti con strettissime corde, secondo un’antica tecnica delle donne cinesi, per poter vantare una piccolezza da offrire in dono, come sacrificio, al suo sguardo benevolo. Tutti gli uomini e le donne più alti della misura standard umana, fissata dall’altezza del piccolo uomo, venivano allontanati con durezza dai luoghi pubblici in cui lui si presentava, “per non turbare la sua incontestabile bellezza e l’armonia delle sue movenze”, mentre agenzie di modelle e modelli reclutavano i figuranti, presenti in tutte le sue manifestazioni, a spellarsi le mani per gli applausi, con i sorrisi d’ordinanza. Anche gli anziani, i bambini, le donne e gli uomini giudicati brutti erano allontanati dal proscenio, affinché non intristissero il pubblico. Ai palazzi troppo alti tolsero gli ultimi piani, alle montagne le cime. Nuvole basse coprirono per sempre, come un controsoffitto, quelle più alte. I vecchi corazzieri del Quirinale furono banditi per sempre – insieme ai loro cellulari che squillavano “Faccetta nera” – e furono sostituiti da nuove guardie, che seguivano il “canone Brunetta”. Le scogliere limate, i campi di calcio ridisegnati: tutte le cose più grandi e spaziose furono decostruite e rimpicciolite, giorno dopo giorno, metro dopo metro, fino a quando tutto il paese, sberciato e limato oltre ogni limite, si ridusse a una distesa di polvere nera. Un giorno venne un gran vento, come non si era mai visto. Soffiando e spingendo forte, sollevò la polvere in cielo e l’allontanò per sempre. Chi c’era, raccontò di aver visto volare, vinto dal vento, un ometto in doppiopetto blu attaccato a un palloncino. Cercava di aggrapparsi a qualcosa, ma non c’era più nulla a cui aggrapparsi. Muoveva disperato le labbra, ma non riusciva più a sentirlo nessuno.

Torto

5 risposte a La grande storia di un piccolo uomo

  1. Elena ha detto:

    meraviglioso
    come una novella di Rodari

  2. Annalisa ha detto:

    Antoine de Saint Exupéry ti fa un baffo 😀
    …battute scherzose a parte, anche se adesso dirai anche a me che non meriti il paragone, sappi però che gli stai andando vorticosamente vicino! 😛
    Grande Torto 🙂

  3. Isabella Difonzo ha detto:

    vabbeh piccolo piccolo, si rimpiccioli’ di tutto pe rfarlo sembrare piu’ grande ,..ma il suo conto, le sue case,la sua idiozia non si potevano rimpicciolire!?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...