Breve storia del sud

Arrivarono al sud, bene accolti da qualcuno e respinti da altri. Centocinquant’anni fa. “E’ una liberazione”, dissero i primi; “è un’invasione”, i secondi. In ogni caso, le cose non furono più le stesse. Si ribellarono in molti, li chiamarono briganti. C’era chi faceva poesia e parlava di libertà. Morendo. Al nord e al sud. E c’era chi faceva prosa e tanti soldi. Lucrando. Al nord e al sud. A farne le spese, un intero popolo e la sua economia. Giunsero i coloni, insieme alle guardie, le violenze, la fame e l’ignoranza. Li ricevettero calorosamente i primi mafiosi. Chiusero le scuole per anni. Imposero l’ordine. Tradirono un sogno di libertà. I meridionali dovettero diventare italiani, pagandone il dazio. Moltissimi emigrarono, per non morire di fame. Poi venne la Grande guerra. Gli italiani del sud combatterono  e morirono sulle montagne del nord, difendendo una terra che gli avevano detto essere anche la loro. Sopravvissuti, a casa ritrovarono la solita fame. Subito dopo arrivò il duce. E le cose continuarono a peggiorare. Fino alla Seconda guerra mondiale: una carneficina. Sorsero nuovi monumenti ai caduti. Nacque la Repubblica. Si riparlò di riforma agraria. E i mafiosi spararono sui contadini siciliani, con la complicità della nazione, usando la manovalanza della mala e inaugurando la stagione, mai tramontata, delle stragi di Stato. Poi gli dissero che non erano più italiani e che si sarebbero dovuti arrangiare. E nacquero i partiti regionali, dal nord al sud, a predicare in un modo e ad agire in un altro. E continuò a non cambiare nulla. Sembravano princìpi, era solo marketing elettorale. Ci riprovarono comunque, tutti i partiti ma non tutti i politici. Divisi a parole, uniti dall’interesse e nelle pratiche. Parlarono di sicurezza  e non di disoccupazione, di pulizia e non di immondizia, di produttività e non di salute. Parole vuote. Fumo negli occhi. Menzogne e raggiri. Fino a quando tutta quella spazzatura di cose, idee e bugie non si poté più nascondere. E finì per seppellire tutti loro, una smisurata discarica di anime marce e spiriti corrotti. Del nord e del sud.

Torto

2 risposte a Breve storia del sud

  1. Jericho XVIII ha detto:

    E dicono che siamo un paese giovane.
    … Cioè coi confini ancora freschi: le Alpi da guardare con gli occhi, con la testa pregiudizi da masticare.

  2. pinocchio74 ha detto:

    (…)Sembravano princìpi, era solo marketing elettorale. Ci riprovarono comunque, tutti i partiti ma non tutti i politici. Divisi a parole, uniti dall’interesse e nelle pratiche. Parlarono di sicurezza e non di disoccupazione, di pulizia e non di immondizia, di produttività e non di salute. Parole vuote. Fumo negli occhi. Menzogne e raggiri(…)

    Ciao Torto sai questa tua frase mi ha fatto ricordare un aneddoto che mio nonno raccontava sempre, di quanto le parole vuote e il fumo negli occhi le menzogne e raggiri hanno sempre funzionato nel nostro paese… te la racconto…
    “… il prete chiuso dentro il confessionale faceva credere a mia nonna che votare democrazia cristiana era la salvezza dell’anima e che tutto il resto era il demonio e così povera la mia nonnina (nella sua meravigliosa semplice vita) dava il voto alla nostra cara DC e non a quel demonio del marito che aveva deciso di candidarsi con i Socialisti…( e parlo di circa 70 anni fa)… conclusione???!!!
    …si vota sempre per chi ci promette la salvezza dell’anima garantendo, solo a parole, che il nostro futuro sarà il paradiso!

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