La fierezza dell’ultimo

RhomanifeereIeri cantava l’ultimo grillo dell’estate. Solo, nel cortile vuoto di un condominio di città, attorniato da rumori di piatti e bicchieri e dalle voci di conversazioni domestiche, cantava così forte da sovrastare tutto il resto. Arriva sempre il momento, alla fine dell’estate, all’inizio dell’autunno, in cui le sere poco prima affollate di grilli e coperte dalla canicola iniziano a spegnersi, a tacere. La notte si fa silenziosa, per giorni non si sente più nulla, i grilli sembrano scomparsi insieme al loro suono a loop, insieme al caldo e all’insonnia, che ci spingono a uscire di casa e conversare fino a tardi sui marciapiedi di città o in riva al mare, nelle città nuove e nei borghi medievali, seduti sulle sedie sistemate accanto all’uscio di casa su pavimenti di pietra, nei paesi attorno al Mediterraneo. Ma proprio quando l’animo volge al tempo umido dell’autunno e alle sue malinconie, mentre ci stiamo rassegnando alla fine del caldo e dei giorni cocenti trascorsi il fine settimana a far nulla sulle spiagge, nel silenzio ormai regolare delle sere non più afose spunta l’ultimo grillo, quello che canta più forte di tutti. E canta più forte perché è l’unico, per coprire la sua solitudine e riempire gli spazi sonori abbandonati dagli altri, forse per arrivare più lontano che può nella ricerca di un altro simile, primeggiando come un re senza popolo, come l’ultimo tenace resistente di una guerra ormai persa ma combattuta con onore. Quella solitudine gridata e definitiva ci sfasa. Il suo levarsi alto e assordante negli spazi vuoti è uguale alla malinconia che ci prende in quel tempo a metà tra il caldo e il freddo, mentre il vento africano e quello dei Balcani fanno a cazzotti in aria e precipitano in gocce sulla terra, ricordandoci che tutto deve cambiare. Così decidiamo di accompagnare quel grillo solitario e fiero, potente e spavaldo, incazzato e fuori programma. E continuiamo a loop suonando nella notte, cercando con tutte le forze di prolungare il caldo e l’estate, la conversazione e la luce, per natura poco propensi al cambiamento, al buio e al silenzio, per forza di cose solitari e assordanti, mentre molti iniziano a chiedersi come mai nessuno sia ancora riuscito a farci tacere.

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Versi e visioni di rivolta metropolitana
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2 risposte a La fierezza dell’ultimo

  1. pasquina ha detto:

    Una guerra non è mai persa quando dentro di te c’è spazio solo per la pace.
    Grande Torto…

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