Rione Libertà. Tutto regolare. I soliti casini di sempre

i giorni

Nel nostro quartiere, nel rione Libertà, le donne africane si stringono i bambini sulla schiena, racchiusi in grandi  stoffe annodate sul petto, mentre camminano per strada. Dove abitavano i nostri vecchi amici ormai lontani, chi all’estero, chi al nord, chi giù, chi in galera, adesso ascolti note di giungla e metropoli, corde indiane, fisarmoniche balcaniche suonate un po’ male. Molti dei bambini  di allora non sono più qui e stanno bene, nei paesi vicini. Sono cambiate le strade dove giocavamo con le cerbottane a centrare crape pelate con fogli di Gazzetta arrotolati a razzetto, dalle fessure delle case popolari a forma di ‘M’, forse, a forma di fascio littorio, case dalle volte alte come le grida negli interni la domenica, nel cortile riempito dalla musica napoletana e dal rap di bassa lega dappertutto, adesso. Il nostro quartiere è una coperta stretta e nervosa, a volte allegra, altre pericolosa. E’ fatta all’uncinetto con la lana, tanti piccoli quadrati cuciti insieme, colori e fantasie troppo diverse per non suscitare una strana euforia. Non è né bella né brutta, la coperta che ci unisce uguali nella stessa notte, cinesi, africani, albanesi e italiani, cingalesi e mauriziani, studenti spagnoli che capitano qui e non torneranno più, portando a casa i rumori, i “ci è?” e i “ci ha stat?” di una lingua che forse capisci, se ti fermi a guardare queste strade speziate e quadrate, sudate e insudiciate, di mattonelle incandescenti d’estate e umide di pioggia, adesso che l’inverno va via. Per la strada c’è sempre qualcuno e spesso è pronto a risolvere un guaio e darti una mano, nonostante la faccia da galera e i modi più eleganti di un gorilla impacciato. Da Bari Downtown tutto regolare, tutto tranquillo, i soliti casini di sempre. E in tutti questi casini, rumori, incendi notturni e sveglie improvvise, è bello sapere che nessuno è mai veramente solo, qui, nel caos di un rione libero, indomito e ribelle, che non chiede mai sconti a nessuno e nessuno lo vuole.

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Versi e visioni di rivolta metropolitana
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