Buon ghigno a tutti

babbi e santi

babbi e santi

Al  primo jingle “A Natale si può fare di più” di mister pandoro iniziano a pruderci le mani. Di più cosa, scusa? Più casse di prosecco, più strisce di bamba, più vacanze esotiche per amanti poco pazienti a caccia di avventure facili in paesi poveri? Più smartphone, più tablet, più cibo, più sesso? Più soldi, più sorrisi, più  aperitivi, più luci? Al secondo jingle di un famoso alcolico iniziamo a incazzarci: ma non lo sapete che migliaia di persone hanno problemi con l’alcol, brutti stronzi? Al terzo spot con i campanellini di Mariah Carey ci assalgono le convulsioni, Mariah sei bella e brava, però, pure tu. Al quarto passaggio di quel babbo di minchia di babbo natale che si scola Coca come se fosse birra ci mettiamo a ridere, poi cambiamo canale, quindi ci beviamo un bel bicchierone di acqua buonissima, come Celentano in tv. Al quinto, spegniamo la tele, accendiamo la radio, c’è il sermone infinito della radio cristiana: quasi lo preferiamo, questo fanatico dalla voce rauca che parla per venti ore al giorno al microfono. Poi attacca il prete giovane con la chitarra che fa il buono e non ci diverte più. Pazienza, ne faremo a meno, sceglieremo altri media, dribblando oscenità natalizie, per sopravvivere a questo sciocco e patetico mese di ghigni di bontà che vorrebbero essere sorrisi.

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Versi e visioni di rivolta metropolitana
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