Un’altra Europa

L’Europa che vogliamo non parla una sola lingua, né un solo linguaggio. E’ un insieme di villaggi vicini. Una rete di sentieri che collega innumerevoli e diversissime città. L’Europa che siamo si chiama pace e diritto, pensiero e conquiste lunghe secoli. Millenni di pensieri. Differenze conviviali. Cittadini solidali. L’Europa che abbandoniamo è il dominio del mercato, del profitto e della rapina. La diseguaglianza sociale. La tutela dei vecchi  e nuovi ricchi, la creazione di nuovi poveri. La cancellazione della dignità dei popoli, le guerre tra disperati dai colori diversi e dai medesimi bisogni. L’Europa che facciamo nasce adesso, sotto la pioggia acida della crisi che corrode gli ombrelli e ci brucia e ci bagna tutti. L’Europa che sfonda gli argini delle capitali con le onde di piena della rabbia, della gioia, sotto questo tempo bugiardo che ci fa sentire tutti un po’ inappropriati, fuori luogo, fuori dalla nostra casa e da noi stessi.  Stranieri. Ovunque. L’Europa che vogliamo si chiama pianeta, un pezzo di terra finalmente in pace. Qualcuno lo scorge da lontano e dice: “Sono a casa”.

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2 risposte a Un’altra Europa

  1. MarioCircello ha detto:

    Ovunque lascio il mio cappello, quella è casa mia… (Cit. Marvin Gay)

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