Ce la faremo

Attraversiamo questo pezzo di mare nella speranza di farcela. Clandestini al mondo, assetati  in una bolla di sale che rimbalza sul mare, non potrete più fermarci. Perché siamo l’acqua che invade e non disseta, il mare che ti sfiora e abbandona, il vento che tradisce la pelle, illudendola di fresco mentre brucia ai raggi del sole.  Siamo doni rifiutati, omaggi oltraggiati, patti traditi e amici abbandonati. Siamo rabbia e rivolta, quando ci guardiamo attorno e siamo rimasti in pochi a correre lungo la linea, gli altri caduti. E non abbiamo potuto raccoglierli né fermarci. Siamo l’amore tradito e il sogno annegato, la bellezza del fiore di un giorno, l’illimitato desiderio di giustizia che non ci lascerà mai tranquilli e sazi. Siamo molti o pochi, a seconda del tempo e del vento, che ci spinge avanti o ci lascia marcire nella bonaccia, senza  un senso né un ordine, schiacciati dalla luna che gonfia il mare disperato. Siamo il futuro che non c’era e il passato da dimenticare, la povertà dei padri e l’orgoglio della Terra. Siamo stranieri a casa, cittadini globali  senza passaporto. Siamo parole d’amore sussurrate nella notte e di odio urlato al giorno che nasce, assurdo e crudele, in questo pezzo di universo in dismissione che continua a innamorarci, incredibilmente, ancora.

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Versi e visioni di rivolta metropolitana
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