Dalla parte dei bocciati

Abbiamo sempre preferito i ribelli, gli sfigati, i deboli, i diseredati, i bocciati, i licenziati, i lasciati, i carcerati, i drogati, i condannati, i dannati. Abbiamo sempre amato gli ultimi della fila, della classe, i nani, i brutti, gli scemi, i matti, i pregiudicati. Ci siamo ritrovati con loro, non ce l’ha imposto nessuno, nemmeno Dio che, se c’è, ha altro a cui pensare. Abbiamo sempre sorriso coi barboni, i ciucci, i bulli e i bullizzati, i vagabondi, i pregiudicati, gli assassini e i futuri assassinati. Sfigati tra sfigati, professori ripetenti di scolari bocciati, musicisti squattrinati e amati, ci siamo stati. Errore dopo errore, spacciati. Siamo confinati, esclusi, sorvegliati. Schiaffo dopo schiaffo ci siamo induriti, amati. Arrabbiati, adesso e sempre, comunque. Perché è giusto esserlo. Spassandosela come non immaginereste mai. Siamo precipitati, aggrappati con le mani alla grandine staccata dal soffitto del cielo, impattando duri sull’asfalto e i marciapiedi crepati, nelle strade senza importanza di una città del cazzo come tante. Per cui, possiamo essere amici, non c’è problema. Ma se non sei sceso all’inferno e risalito al sole, se non hai mai vissuto la notte infinita di questo dolore senza nome, non capirai mai ciò di cui stiamo parlando. E sarà stato meglio per te. Bless!!

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Versi e visioni di rivolta metropolitana
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