Fallo e basta

Bisognerebbe avere più coraggio. Sbattere forte i pugni sul tavolo per ribadire, al di là del ricatto quotidiano sul posto di lavoro, la propria irriducibilità alla schiavitù. Farsi prendere dal benefico raptus che ti spinge a chiamare le cose e le persone col proprio nome. Egoista, sfruttatore, padrone. Sfruttamento, prevaricazione, abuso. Basterebbe restare bambini e dire sempre, come loro, la verità: “Sono stufo, me ne vado e tu non ci credi ancora”. Seguire la propria inclinazione fino in fondo, muovendosi senza pensarci troppo, anzi, pensandoci in movimento, sincronizzando l’azione con la ragione e l’anima. Servirebbe non calcolare tutte le conseguenze di un atto ogni volta che l’istinto ti spinge a compierlo e la prudenza a evitarlo. Farsi trascinare dall’entusiasmo andando incontro al destino, per evitare di diventare vecchi nella speranza che le cose cambino, facendo ogni giorno non semplicemente le stesse cose, ma le stesse  cose brutte e noiose. Bisognerebbe scendere in strada e spogliarsi di ambizioni, ansie, progetti e oggetti e vestirsi del tempo rubato e della vita svenduta. Come un writer impiegato che si licenzia e poco dopo disegna sulla porta d’ingresso del luogo di lavoro un enorme dito medio alzato. Basterebbe poter correre velocemente gridando la propria libertà al mondo, con un sorriso di beffa per i più forti e un ghigno amaro contro le brutture della vanagloria.

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Versi e visioni di rivolta metropolitana
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2 risposte a Fallo e basta

  1. unlucano ha detto:

    E quanto c’hai ragione! Mi scoppia tutto dentro quando leggo quello che hai scritto, perchè pulso di una libertà che non ho mai provato prima, neanche a 20anni (e cavoli se ero matto da legare al termosifone in catene). L’ho fatto: dito medio e a gran voce urlando “la senti questa voceeee!!”. Non me ne pento. Li ho lasciati con l’amaro in bocca come solo unlucano può fare, soprattuto il titolare!! Ottobre 2011, da allora ho deciso a 37 anni di cambiare per sempre il mio modo di vivere – non che mi tenessi troppo dentro prima, ma come si dice, “per tirare a campare…”. Ho imparato a rivedere la mia vita, senza troppe filosofie, bensì con la reale e liberatoria consapevolezza che la vita è una sola e non è possibile che questo dannato sistema di ipocrisie te la porti via in un soffio…mentre l’alito del mare sul volto, mentre guardi il tramonto, a piedi nudi…vorresti scappare, andare ovunque, ma alla fine rimani: perchè? Boh, bambino o no, non lo so: di certo c’è che ti condivido come non mi succedeva da tempo caro Torto!! Keep On Expressing Yrself Freedomly As You Are!!

  2. JoseD ha detto:

    sei un rapper sorprendente come scrittura densamente viva…. mi domando come interpreti vocalmente questi necessari testi. Provo immediata profonda stima per il tuo moNdo e questi primi scritti che mi sono personalmente giunti come intimamente condivisi. Non finisce qui… a presto !

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