Uomini, donne, altro

Chi davvero ha le palle non ha bisogno di tirarle fuori. Chi davvero è un uomo non prevarica con la forza, convince con il ragionamento. Un vero duro si riconosce dalla morbidezza dei toni, dall’impassibilità con cui incassa un brutto colpo, dalla voglia di ricominciare, dalla rabbia che la sua calma scatena nell’avversario. Chi, davvero, è un uomo? Un collezionista di amanti, un asceta asessuato, un marito fedele o un lavoratore compulsivo? Cosa significa essere uomini, in definitiva? Poco meno di niente, se escludi l’anatomia e i privilegi di cui puoi godere in un paese arretrato. A parte il fatto che, a dirla tutta, ci vogliono molte più palle nell’essere donna, in questo paese reazionario e ammuffito. Per non parlare degli altri generi. E Il genere, in definitiva, cos’è? I generi, cosa sono? Forse siamo un unico genere, una sola scatola di colori, alcuni netti, altri sfumati, dal tutto nero al tutto bianco. E la sostanza resta la stessa. Anche se alcuni si accaniscono nel volerla catalogare, come venditori che appiccicano targhette sugli scaffali per distinguere la merce. Noi non compriamo, amiamo. Ci dite che siamo in vendita, è una menzogna. Perché siamo beni inestimabili. E non ve lo potreste mai permettere.

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Versi e visioni di rivolta metropolitana
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