Scintille

Spargo semi sul mio cammino perché gli stormi accompagnino i miei passi con il loro canto. Faccio sì che mi seguano, in ogni stagione, per alleggerire il peso di queste catene strette e fredde. Continuo la strada di sempre, che racconta ovunque nuove storie d’amore, malvagità e magnifiche promesse. Spingo il mio sguardo più lontano che posso, per abbracciare gli amici  e le città che da qui non vedo ma so esistere, più in là, oltre la vista e la sfiducia. Mi accompagnerai per un po’, camminando per il tempo necessario a conoscersi, fino al bivio che ci dividerà ancora. Supererò regioni lontane, pezzetti di vita degli altri che imparerò a memoria, per narrarli agli increduli astanti, la notte, alla luce dei falò. Mi spingerò tanto oltre me stesso da non riconoscermi più, un giorno di quiete con il sole in faccia, guardando la mia immagine riflessa sull’acqua. E quando avrò consumato l’ennesimo paio di scarpe, stanco e affamato, troverò finalmente il fabbro ferraio che cerco, perché mi liberi dai nodi d’acciaio che consumano le mie caviglie e l’anima, perché faccia suonare i metalli di gioia e libertà, accendendo la notte di scintille rosse sotto i colpi del martello bollente.   Torto

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Versi e visioni di rivolta metropolitana
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