Gridalo alla notte

Sono blue, sono blues, sono blu di rabbia. Come questo cielo, non potrò che imbrunire. Fino a quando non spalmerai le tue parole sulla mia pelle, il tuo fiato sul mio collo, la tua bellezza sulla mia anima irrequieta e senza speranze. Tu, che scartavetri il mio pensiero come se godessi, che vorresti farmi morire di piacevole malinconia, ma morire, non hai colpa. Nessuna. Sono blues, come le note dell’ultimo canto di liberazione gridato alla notte, rassegnato alla bellezza di questo mondo irresistibilmente eccitante e assetato di tragedie e tiri mancini. Corro, cado, mi rialzo e cado ancora. Non resterò per terra a mangiar polvere. Allungherò il passo fino a non cadere più, spaccando porte e cancelli per correre ancora fino alla prossima strada difficile, felice. Mando giù pillole di vita estratta dal possibile domani, mi rialzo scrivendo queste parole povere di certezze e dense di me, perché tu possa leggerle e, come me, sorridere della tristezza di una sera.   Torto

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Versi e visioni di rivolta metropolitana
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