Il passato non è ieri, siamo noi

Il passato non è ieri, siamo noi. Tornati a riallacciare vecchi fili spezzati negli anni e dissotterrati dalla terra del tempo, ci riconosciamo identici, solo più stanchi e ammaccati, più forti, meno cocciuti. Ritornano volti dimenticati. Raccontano giorni felici che non ricordavamo, rasserenano il cuore con la loro invecchiata attualità: nonostante tutto siamo ancora qui. Ci guardiamo allo specchio e per un attimo scorgiamo i bambini che fummo, coi boccoli in testa e gli avambracci sporchi e abrasi dall’asfalto. Eravamo belli, coi palloni Super Santos, gli skateboard appena sbarcati dal Nuovo Mondo e i pattini a rotelle, sfreccianti di gioia sotto i portici dell’infanzia profumati di violette e sudore infantile. Niente è andato perduto, nonostante tutto sembri inutile: affannarsi, conquistare la quotidianità prima aborrita e poi gustata, segnare le tappe coi gessetti sul sentiero verso il domani. Ogni passo un respiro, ogni respiro una gioia, ogni notte di sosta una promessa mantenuta. Bello vivere, ridere e piangere, sognare e svegliarsi per tornare a riprovarci, ancora e ancora. Non importa se ce la faremo, se i nostri sogni moriranno all’alba o splenderanno nel sole più alto: ci abbiamo provato. E lo faremo ancora, fino all’ultimo respiro. Noi che non inseguimmo il potere né i soldi, non il piacere ma la bellezza, non la carriera ma l’amore, qui siamo e qui resteremo: a conquistare il nostro diritto a sognare e vivere una vita diversa, dove non contano le cose che hai, ma ciò che sei e resterai. Torto

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12 risposte a Il passato non è ieri, siamo noi

  1. Bruna ha detto:

    :’) bellissima Torto, è proprio così… Riesci sempre a dare qualcosa in più, ogni ‘storia’ un’emozione, un brivido… Grazie!!!!
    PS ma come facevo prima senza leggere le tue brevi storie???

  2. Alessio ha detto:

    Fratello, sei un poeta.

  3. ArCaN0 ~ Marco P. ha detto:

    commotion ;(

  4. Annalisa ha detto:

    …Eravamo belli, sì… E lo siamo ancora :-)))
    Grande Torto 😉 Un abbraccio

  5. Esulterei ha detto:

    Amen. non al denaro, ma all’amore e al cielo.

  6. antonella barletta ha detto:

    E lo faremo sempre, e insegneremo a farlo ai nostri figli, perchè il nostro respiro si unisca al loro e alle persone come te, che non si arrendono mai davvero.

  7. Mario Circello ha detto:

    Nonostante l’età, sono riuscito a trovare la versione in italiano. Ma non farmi più lo scherzetto di mettere in newsletter, quella scritta in ‘mericano, capisti?

    Per quanto riguarda il contenuto – profondo, come del resto sono tutti i tuoi scritti – mi ha fatto ricordare quanto diceva Sant’Agostino: “non esiste un tempo passato e nemmeno un tempo futuro, esiste solo un tempo presente”.

    Concludo dicendo – come sempre – che il Torto, ha ragione!
    (anche se in realtà stavolta, avrei voluto variare un po’, dicendoti che: non posso darti Torto!)

    Ciao…

    PS. Ho aperto un nuovo blog, in società con il mio più caro amico, che abbiamo intitolato “UGO e MARIO”, che non sostituisce il mio precedente “SOM…MARIO”, ma anzi, lo completa, trattando le tematiche da un punto di vista diverso… (non inteso come “gay”)

    • torto45 ha detto:

      Caro Mario, Che dirti? Grazie come sempre. Hai sempre una citazione di spessore. In realtà il testo è stato tradotto da un mio amico e collega in musica statunitense e l’ho subito postata. Anche perchè la traduzione, che come sai è sempre tradimento, “coercizione” e trasmissione, mi è piaciuta molto nel suo aggiungere qualcosa di diverso e qualcosa in più. Vado subito a vedere il tuo blog e, fidandomi, lo linko subito sul mio. Un caro Abbraccio, Torto.

  8. Giulio Giulio ha detto:

    Curioso pero’, leggere questo post Torto mi fa riflettere sul fatto che i nostri genitori sono della stessa generazione delle classi politche e di potere che hanno portato a tutto questo.Ci havevi pensato? Ci dicevano di studiare per essere qualcuno perche’ alcuni di loro non ne avevano avouto la possibilita’, ci dicevano che loro un’infanzia non l’avevano avuta, la guerra o la difficolta’ del dopoguerra, ci facevano notare bonariamente, ma immancabilmente, che loro la prima bicicletta era vecchia e arrugginita e l’avevano avuta a 12 anni, che il latte dovevano scendere a prenderlo ogni mattina perche’ non avevano il frigorifero, che la prima volta che avevano avuto i soldi per andare al cinema era stato a 18 anni, che non esistevano che uscivi a 13 anni per una pizza con gli amichetti, che la prima settimana bianca loro magari l’avevano fatta a 35 anni. E questa mancanza di tutto li ha portati forse ad una avidita’ interiore in un certo senso, e ad un egoismo, che ad alti livelli porta all’inaridimento del mondo in cui viviamo ora. Hanno costruito tutto quello che ci hanno lasciato sulla ricerca (non e’ una critica la mia ma una riflessione) di accumulare per far fronte a quella fame di cui avevano sofferto da bambini. Accumulare, quindi guadagnare di piu’, quindi primeggiare, quindi cercare di arrivare prima degli altri fino al punto in cui siamo ora per cui e’ lecito tutto per raggiungere lo scopo.
    Pero’ quella generazione ha avuto il lavoro, la dignita’ di guadagnare soldi e spenderli anche, chi piu chi meno, e la possibilita’ di vedere un futuro nella loro vecchiaia.
    Noi al contrario, come dici tu in modo molto bello, “non inseguimmo il potere né i soldi, non il piacere ma la bellezza, non la carriera ma l’amore” perche’ la nostra adolescenza aveva la colpa di cadere 30-35 anni dopo e inconsciamente ci permettevamo il lusso di non sapere cosa fossero fame e difficolta’, prendevamo felici la nostra bicicletta nuova dalle mani dei nostri genitori che non ci avrebbero fatto mai mancare nulla in modo da non dover vivere la loro stessa infanzia di privazioni. E quindi potevamo dedicarci a bellezza ed amore. Ma la storia oscilla e siamo stati beffati, noi che abbiamo avuto una infanzia felice abbiamo una maturita’ ed avremo una vecchiaia difficili, forse al pari dell’infanzia di papa’ e mamma. Almeno loro alla pensione ci sono arrivati, noi il futuro della nostra vecchiaia non lo vediamo, perche’ al momento non c’e’. Resta la speranza che per contrappasso partoriremo un mondo migliore visto che i presupposti sono diversi avendo inseguito bellezza e amore invece che potere e soldi. Se infanzia difficile uguale mondo peggiore spero che infanzia felice uguale mondo migliore, anche se se si son dati da fare bene e non sara’ la prossima generazione e forse neanche quella dopo per la verita’…

    • torto45 ha detto:

      Grazie Giulio, per la bellissima risposta. Una riflessione molto originale della cosa, con il tatto dovuto a chi ci ha permesso di essere quello che siamo. l’epilogo felice e acuto spero sia di buon auspicio per tutti noi e per chi verrà. A presto!

    • torto45 ha detto:

      Bello scritto, mi era sfuggito. Grazie!

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