Breve storia di una generazione

Eravamo ragazzi e ci dicevano: “Studiate, sennò non sarete nessuno nella vita”. Studiammo. Dopo aver studiato ci dissero: “Ma non lo sapete che la laurea non serve a niente? Avreste fatto meglio a imparare un mestiere!”. Lo imparammo. Dopo averlo imparato ci dissero: “Che peccato però, tutto quello studio per finire a fare un mestiere?”. Ci convinsero e lasciammo perdere. Quando lasciammo perdere, rimanemmo senza un centesimo. Ricominciammo a sperare, disperati. Prima eravamo troppo giovani e senza esperienza. Dopo pochissimo tempo eravamo già troppo grandi, con troppa esperienza e troppi titoli. Finalmente trovammo un lavoro, a contratto, ferie non pagate, zero malattie, zero tredicesime, zero Tfr, zero sindacati, zero diritti. Lottammo per difendere quel non lavoro. Non facemmo figli – per senso di responsabilità – e crescemmo. Così ci dissero, dall’alto dei loro lavori trovati facilmente negli anni ’60, con uno straccio di diploma o la licenza media, quando si vinceva facile davvero: “Siete dei bamboccioni, non volete crescere e mettere su famiglia”. E intanto pagavamo le loro pensioni, mentre dicevamo per sempre addio alle nostre. Ci riproducemmo e ci dissero: “Ma come, senza una sicurezza nè un lavoro con un contratto sicuro fate i figli? Siete degli irresponsabili”. A quel punto non potevamo mica ucciderli. Così emigrammo. Andammo altrove, alla ricerca di un angolo sicuro nel mondo, lo trovammo, ci sentimmo bene. Ci sentimmo finalmente a casa. Ma un giorno, quando meno ce lo aspettavamo, il “Sistema Italia” fallì e tutti si ritrovarono col culo per terra. Allora ci dissero: “Ma perchè non avete fatto nulla per impedirlo?”. A quel punto non potemmo che rispondere: “Andatevene affanculo!”.  Torto O.G.

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117 risposte a Breve storia di una generazione

  1. Mario Circello ha detto:

    Ciao, il bello e probabilmente anche il perché questo tuo scritto sta circolando parecchio in rete, è che hai scritto esattamente ciò che molti di noi (non conformisti, indipendenti nell’anima e nella mente, che non ci arrendiamo all’ordine costituito), hanno capito e lo hai fatto, con una semplicità disarmante. Bravo.

    Non c’è che dire, “il torto ha ragione!”

    Già che ami il rap, quindi la musica (per la cronaca, sono un cantautore), mi viene in mente la canzone “Dio è morto” dei Nomadi, quando dice: “… l’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto…”

    Il titolo invece, mi ha fatto ricordare un bellissimo libro che ho letto qualche anno fa, “Breve storia del mondo” di Ernst H. Gombrich, se non lo hai letto, te lo consiglio.

    Ciao…

    • Beps ha detto:

      Caro cantautore… Dio è morto è di Francesco Guccini e non dei Nomadi, loro l’hanno solo interpretata.

    • Peppe ha detto:

      ehmm pardon amare il rap significa per te amare la musica ? mi sembra una affermazione quanto meno azzardata … e poi ha ragione Beps Dio è morto è di Guccini …caro cantautore , riguardo al post invece sono in pieno d’accordo con te

      • torto45 ha detto:

        Se per te il rap non è musica, per me il tuo non è un commento. Grazie, in ogni caso.

      • MarioCircello ha detto:

        Caro Peppe, che ci piaccia o meno, il rap è un genere musicale, non mi risulta sia classificato come genere letterario o come varietà di cibo…

        Riguardo a “Dio è morto”, il brano è di Guccini, ma se non vi fossero stati i Nomadi ad inciderla e farla conoscere, non avremmo nemmeno saputo dell’esistenza di Guccini. Chiunque ama Guccini (ho discografia completa in vinile sia di Guccini sia dei Nomadi), sa che è lui stesso ad aver raccontato che sono stati loro a scoprirlo e a lanciarlo (fra l’altro la canzone creò non pochi problemi ai Nomadi, perché in quell’epoca dire che Dio era morto, fu cosiderato un sacrilegio).

        Non avevo risposto al commento di Beps, perché mi pareva veramene una questione irrilevante, ma considerato che lo citi, provo a farti capire il mio punto di vista: non penso che tu o Beps, ogni volta che qualcuno parla di “Diamante” di Zucchero, corriate a dirgli “Non è di Zucchero, ma di Francesco De Gregori!” o quando sentite “La costruzione di un amore” di Mia Martini, sentiate subito l’irrefrenabile bisogno di sottolineare “Non è di Mia Martini, ma di Ivano Fossati!”

        Ciao…

      • Peppe ha detto:

        … puntiglioso , hehehehe , ma ci stà , tutto sommato ti vuoi difendere da quello che ti è stato detto . Hai ascoltato il gruppo Napoletano ‘A67 ? non so di dove sei ma io da Napoletano ritengo che sia un bel gruppo emergente e ti invito ad ascoltarli se vuoi naturalmente e non lo hai già fatto . Anche i vecchi 99Posse sono notevoli … Almamegretta ecc. ecc.

    • Peppe ha detto:

      Ma che fai Mario ? la metti sullo scontro ? volevo semplicemente alludere ad un ben chiara differenza di generi musicali , come ben sai(presumo)il rap non è amato da tutti proprio perchè non la definiscono musica appunto e poi troppe persone “Reppano” senza neanche conoscere la musica usando basi musicali senza saper usare neanche uno strumento o addirittura essere stonati , hai mai sentito cantare “50cent” ? non si può sentire . Io ad esempio amo tutt’altro genere , ma comunque adoro i “99 Posse” e ” ‘A67″ gruppi napoletani che mi dicono qualcosa musicalmente e anche socialmente . Mi sono spiegato ora ? Ciao e buona giornata e grazie anche a te … in ogni caso . Peppe

      • torto45 ha detto:

        Mi chiamo Torto, non Mario. Nessuno scontro, si è qui per discutere e confrontarsi. Quella sulla “non musica” è una vecchia storia che davvero non si può accettare. Dicevano lo stesso di tutte le altre musiche, al loro albore: il jazz, il rock e il punk, l’elettronica… Poi si sa com’è andata a finire. Il rap è una grande musica, l’hip hop una grande cultura e un grande movimento mondiale, che si voglia o no. Poi capisco che non possa piacere o sembrare monotono, ripetitivo e povero: ma quello fa parte di una percezione soggettiva che rientra nella sfera del gusto personale. Il rap è una grande musica e non ha bisogno di essere difesa da me. In ogni caso, il post che hai commentato non parlava di musica.

      • Peppe ha detto:

        Scusa Torto ho confuso i nomi , ottima la risposta con cui sono d’accordissimo , è vero , il confronto è la miglior cosa , ti insegna a capire gli altri e ad usare la testa per ragionarci con gli altri. Vedi ? è bastata una tua seconda risposta e già è tutta un altra cosa e sono contento del confronto con te . Ciao e buon proseguimento

      • gdelzot@tin.it ha detto:

        il problema non è il genere, è il livello musicale

      • MarioCircello ha detto:

        Ciao Beppe, ti ha già risposto Torto, però già che ci sono, ti confido che non sono un grande amante del rap, anche se non lo disprezzo. I “99 Posse” mi piacciono molto, soprattutto per il loro impegno sociale e per le atmosfere musicali che creano, mentre gli “A67”, non li conosco…

    • Peppe ha detto:

      Scusa Mario ancora una cosa , Ho visitato il tuo Blog e volevo farti i complimenti , bello e interessante . A ri Ciao Peppe

      • MarioCircello ha detto:

        Sono contento ti piaccia il mio blog, che a dire il vero, sto trascurando da troppo tempo, ma spero di riprendere presto a scrivere. Ciao…

      • torto45 ha detto:

        Caro Mario, come stai?
        Ne è passato di tempo dai nostri primi post sul blog! Grazie per esserci sempre, un abbraccio fraterno, Torto.

  2. torto45 ha detto:

    Stare dalla parte del torto aiuta a guardare il mondo dal suo lato migliore. Potremmo dire, parafrasando il titolo di un libro famoso ma non bello, con il torto della ragione e con la ragione del torto. Grazie Mario.

  3. Federico Armeni ha detto:

    DEVO ASSOLUTAMENTE complimentarmi per questo articolo, che magari nell’ultima parte sfocia in uno sfogo, ma nella prima è un’assoluta verità.
    Vorrei linkarti e divulgare questo articolo se possibile.

  4. el ha detto:

    26 anni, di Napoli, ho sempre studiato (università, ma soprattutto da autodidatta) e lavorato (ma con intelligenza). Ora, esclusivamente per meriti miei (non devo niente a nessuno), ho un posto di lavoro sicuro, stabile e stimolante. Nel 2011 mi sposo.

    Questo per dire che, d’accordo, molti ragazzi rientrano nel tuo discorso, ma non tutti, non è la “storia di una generazione”. Io non mi sono mai lamentato del lavoro, pur vivendo in una città che ne ha una carenza cronica.

    E comunque, al di là di ciò, il punto più triste del tuo breve “phamplet” è la prospettiva futura dell’emigrazione. Triste perché vi vede sfiduciati, ovvio. Ma esser sfiduciati sul proprio futuro quando si è ancora ragazzi… Be’… E’ ancor più triste!

    Io avrei prospettato una rivolta sociale, ma evidentemente siamo diversi.

    Buon fine settimana.

    el

    • torto45 ha detto:

      Hai ragione anche tu. Non parlo di tutta una generazione. E neanche di una sola. Tu avresti prospettato una rivolta sociale, dici. Avresti? Sono contento per i tuoi successi, evidentemente te li meriti. Ti auguro un matrimonio felice.

    • Mario Circello ha detto:

      Ciao el, sono felice per te, ti faccio i complimenti per le tue doti caratteriali, che ti hanno permesso di arrivare dove sei e tanti auguri per il tuo matrimonio.

      Torto, non si riferiva ad una generazione specifica o alla tua (come ti ha specificato nella replica), prova ne è, che la mia è decisamente un’altra, ma ugualmente concordo in pieno con lui; proprio questa, è una delle magie dello scritto di Torto (l’assenza di ego e di connotazione temporale), per cui in molti ci siamo identificati e che ha contribuito a diffonderla.

      La differenza, non la fa la generazione a cui appartieni, ma bensì l’eredità genetica, il contesto sociale-culturale-ambientale, ed il conseguente vissuto e sentire personale. In ogni generazione, c’è chi nasce da genitori ricchi, chi nasce da genitori poveri, chi nasce da genitori bianchi, chi nasce da genitori neri… ma nessuno di loro ha colpe o meriti per questo.

      Quindi, contrariamente a certe teorie che vogliono farci credere, non tutti hanno le stesse possibilità. Per esempio, non credo che i circa 26’000’000 di disoccupati in Europa, siano tutti lavativi cronici! Se nasci in Eritrea, l’unica possibilità che hai, è quella di morire di stenti intorno ai sei anni (destino bastardo riservato a sei bambini su sette). E di esempi ce n’è a sufficienza, da poter scrivere un tomo.

      Per quanto riguarda il punto dell’emigrazione, concordo con te sulla tristezza del fenomeno, ma dissento totalmente dal tuo definirla “prospettiva futura”. Futura?

      Sono italiano ed ho 47 anni, ma vivo in Canton Ticino da 40 anni, perché figlio di emigranti. Capirai, che dal mio punto di vista non è una prospettiva futura; sappi che nel mondo ci sono circa 60’000’000 di italiani emigrati, il che, rende il mio punto di vista oggettivo e non soggettivo.
      Credi ancora che sia una prospettiva futura?

      In merito alla tua proposta di rivolta sociale, ti appoggio incondizionatamente, poiché nel mio piccolo l’ho già posta in essere: da sei anni, ho eliminato dalla mia vita la televisione e da quando personaggi tipo Platinette, le veline, i partecipanti dei grandi fratelli e simili, sono stati elevati al rango di opinionisti, non accendo più nemmeno la radio; non seguo il calcio, le mode, i sondaggi, la F1, il ciclismo, il tennis, il golf, non vado in vacanza, non mi vesto firmato, non vado al cinema, non leggo idiozie (gossip, gialli, rosa, noir, triller…) non seguo mode alimentari (il sushi – che è la causa principale della distruzione del patrimonio ittico mondiale, giunta ormai a livelli di allarme rosso – il messicano, il tailandese…), leggo sempre attentamente le etichette di ciò che acquisto, non compro prodotti testati su animali, non compro fragole o pomodori in inverno, faccio il volontario da sei anni in una casa famiglia (con tetraparaplegici, mielolesi, affetti da sclerosi…) e da cinque anni in clinica psichiatrica (con malati mentali, depressi, alcolisti, schiavi di dipendenze varie…), e mi fermo qui. Non perché sia tutta qui la mia attuazione della rivolta sociale, ma perché l’elenco sarebbe ancora troppo lungo.

      Cordiali e civili saluti.

      • torto45 ha detto:

        Ciao Mario,
        certo sei il primo ad aver commentato il mio blog e le tue considerazioni sono molto profonde e condivisibili. Mentre Marco mi ha sostenuto su F.B., insieme a Francesco Monetti e la sua bella pagina ‘I’M Losing My Fucking Mind 2’. Penso che sia la gente come te, attenta alle piccole/grandi scelte del quotidiano, a portare avanti questo assurdo paese. Che approfitta del vostro spirito di solidarietà per sorreggersi, salvo poi giudicarvi e giudicarci negativamente, senza alcuna gratitudine, quando non vi allineante e non ci allineiamo al pensiero dominante. Dovrebbero essere le persone così a governare e a prendere le scelte economiche e politiche che riguardano tutti, perchè solo chi sbarca il lunario con onestà, generosità e fatica può capire i veri problemi delle persone. Grazie Mario, per tutto quello che fai per tutti noi.

    • io ha detto:

      caro el,
      tu racconti l’eccezione (e perfavore non aggiungerne delle altre) io pero faccio parte della regola. Ed il fanculo lo condivido tutto senza se e senza ma.
      Unico punto in cui sono concorde (solo per la forma) e’ l’emigrazione: non si tratta di emigrati, bensi di veri e propri ESULI POLITICI!!!!!

      • Simone ha detto:

        Concordo con “io”… Scrivo dal Canada, paese nel quale sono arrivato un anno fa. Io non mi sono mai considerato un emigrante ma un esiliato. Sia io che mia moglie avevamo il famoso “contratto a tempo indeterminato” e siamo ancora i proprietari dell’appartamento che abbiamo lasciato in Italia (faticosamente ristrutturato). Solo che, a fare 2 conti, non c’erano prospettive incoraggianti… Il lavoro è diventato un’incognita, ormai avere il TEMPO INDETERMINATO non è una sicurezza. Mi sentirei di consigliare a chi ha una forma di contratto simile di non sentirsi più di tanto con il culo al caldo. Attenzione ragazzi, la crisi economica in atto viene usata (e lo sarà sempre di più) per rimuovere quelle garanzie sul lavoro che con tante lotte sono state ottenute nel passato.

  5. Alessio Lo Monaco ha detto:

    Ciao Torto,
    il solo fatto di scrivere a qualcuno che reagisce in qualche modo è un piacere. Certo ci sono diversi modi di affrontare le cose, ma io credo che non ci sia cosa peggiore dell’indifferenza. Hai espresso il tuo parere e lo hai fatto in modo molto comunicativo perchè sei riuscito a cogliere il malessere ed il disagio di parecchie persone. La cosa più importante inoltre è che sei disposto al confronto e questo ti porterà inevitabilmente ad arricchire il tuo punto di vista e a formarne uno sempre più completo.
    Sei stato bravo in questo! Complimenti!
    Ti dico come la penso io.
    Mi ritrovo nella descrizione di Mario quando parla di “non conformisti, indipendenti nell’anima e nella mente, che non ci arrendiamo all’ordine costituito” e di conseguenza aderisco anche all’invito un pò provocatorio di una rivolta sociale che lancia El.
    Io credo che piuttosto che andare via sia utile lottare per le giuste idee che abbiamo. L’Italia fa schifo? Bene, cambiamola. Tu penserai che sono un illuso o che sono un sognatore. Si Torto, sono un sognatore; non ho ancora perso questa capacità.
    Anche Falcone e Borsellino erano illusi ed anche Ghandi era un illuso contro un intero sistema coloniale.
    Sai qual’è la cosa che ho imparato da queste persone?
    La rivoluzione non si fa con le armi e non si fa neanche con la violenza. La rivoluzione sta tutta nel pensiero.
    Vuoi cambiare le cose? Allora devi cambiare qualcosa dentro di te.
    Devi mettere da parte l’orgoglio e devi affrontare le cose essendo sempre disposto a fare il primo passo, senza soffermarti su cosa fanno o non fanno gli altri.
    Se sarai disposto a fare questo le tue azioni avranno la potenza delle idee che sostieni e nessuno potrà fermarti.
    Sembrerà scontato e sdolcinato ma la vera rivoluzione si basa sull’amore, e la potenza di quest’ultimo è che non ha secondi fini. Io non do amore per ricevere qualcosa in cambio, lo faccio perchè mi fa stare bene. Falcone non perseguiva la giustizia per avere uno stipendio più alto, lo faceva perchè la mattina voleva guardarsi allo specchio senza vergognarsi.
    Stai tranquillo che quando comincerai a ribellarti troverai molta più gente che ti riderà in faccia, ma si più che certo che quando questa gente avrà modo di percepire la tua serietà saranno i primi a sostenerti.
    Mai arrendersi.
    Sta qua la forza.

    • torto45 ha detto:

      Ciao Alessio, grazie per il tuo bel commento.
      Sono d’accordo con te sulla necessità di ribellarsi. Perfettamente. Però, per un fatto di stile, cioè per non voler commentare le mie stesse parole, non starò qui a difendere le mie tesi. E quindi a parlarmi addosso. Preferisco che la discussione continui e si sviluppi autonomamente, perchè se comincio a mettere dei paletti alla dialettica, si perde la poesia contenuta in ogni nostra opinione. Credo nell’amore, ci credo veramente, come nell’onestà, tante volte bistrattata e ridotta a inutile orpello da cretini e illusi: non mi convinceranno mai. E’ giusto lottare per cambiare le cose, com’è giusto andare altrove a cercare un posto migliore, quando se ne sente il bisogno. Di certo, non è un bel periodo per il nostro paese. Ed è molto difficile in Italia, anche se non impossibile, far valere i propri meriti e ottenere un minimo di dignità da un lavoro, che sia da professionista, tecnico, manovale, artista o quant’altro. E, credimi, non sono uno che sta fermo ad aspettare che qualcosa piova dal cielo. Ma, cavolo, lo vedi che già commento me stesso? Mannaggia! Auguro a tutti tanta fortuna e tante soddisfazioni, tanto amore e serenità. Ce n’è un incredibile bisogno.

      • ArCaN0 ~ Marco P. ha detto:

        Sarò controcorrente, ma a me il parere di alessio sembra quasi un discorsetto da propaganganda politica… inoltre, e te lo dice un napoletano, gente di cuore quindi, chi vive nell’amore vive la vita a 90° tanto che lo rpende nel culo…QUESTO E’ QUANTO!

        Ps: invito tuti voi a tempestare via internet i media ( io l’ho fatto con ballarò, annozero e laRepubblica..fatelo anche voi) per far sì che questo breve saggio arrivi sui media esterni alla rete! Cerchiamo di accrescere la nostra voce e di far di quesot brano il nostro manifesto!

      • torto45 ha detto:

        Grazie Marco,
        sei un promoter fantastico! E ti considero il primo sostenitore in assoluto del mio blog. Per cui ti sono sommamente grato. Credo che il parere di Alessio non si riferisse a un amore da libro Harmony, ma a un discorso filosofico che per quanto mi riguarda merita il suo degno rispetto. In ogni caso, con le buone o con le cattive, a seconda delle proprie convinzioni etiche, è giunto il tempo di farsi sentire. La rivolta è una cosa giusta. Magari a colpi di Satyricon di Petronio, ragliando come l’asino apuleico e l’amico Hermann…

    • Mario Circello ha detto:

      Ciao Alessio, il guaio è che l’essere “non conformisti, indipendenti nell’anima e nella mente, e il non arrendersi all’ordine costituito”, rende la vita ancora più difficile, poiché crea non poche difficoltà socio-relazionali, quindi molti pur comprendendo dove sta il male, per pavidità e soprattutto per quieto vivere [il trito e ritrito “tengo famiglia” – come se noi non l’avessimo – (diventai padre a vent’anni, oggi Sara ne ha ventisette, ma ciò non mi impedì di ragionare con la mia testa, di ribellarmi ai soprusi ed alle ingiustizie, anche se questo mi è costato parecchio…) come giustificazione, al far finta di non vedere, al tapparsi il naso e al non ribellarsi allo schifo dell’andazzo generale], si conformano seguendo la massa.
      Così facendo però, diventano a loro volta concausa dei loro e degli altrui problemi, perpetuando il sistema; i media ne sono l’esempio più palese.

      Cordiali e civili saluti.

      • ArCaN0 ~ Marco P. ha detto:

        Mario ogni tanto scrivi o fai qualcosa di sbagliato? 😛
        Hai davvero un modo fin troppo coraggioso di afforntare la vita, potrei dire che ti invidio, ma se lo dicessi la rispsota naturale sarebbe fallo anche tu..e io risponderei, non ho tempo devo lavorare mettere osldi da parte, trovare stabilità… è come dire “twngo famiglia” ? Non lo so. In buona parte sicuramente. Davvero però invidio coem senza problemi riesic a trovare tanto tempo e voglia nel tuo impegno nel sociale, sui media hai ragione sui contenuti anche se se ti distacchi da qualcosa poi non è nemmeno facile “giudicarla”… sembri di polso e con idee chiare, a questo punto tutti ci aspettiamo la: ” Breve Storia di Mario Circello” 😛 sei un grande!

  6. Alessio Lo Monaco ha detto:

    Scusate ma credo che il mio ragionamento meriti una piccola specificazione.

    La mia non è propaganda politica e non è neanche il partito dell’amore di Berlusconi. Io stesso non credo più nella capacità di “questa politica”, sia di destra che di sinistra.
    Come ha intuito Torto il mio è un discorso puramente filosofico che abbraccia quindi ogni campo ed ogni aspetto della vita, dalla relazione che hai col vecchietto che aiuti a far passare la strada alla natura delle tue scelte politiche, indipendentemente dal fatto che tu ritenga che bisogni andare a votare o che tu ti renda conto che scegliere tra una semplice serie di partiti non sia effettiva partecipazione politica ma funga solo da facciata di un sistema politico che ben poco ha di democratico.

    Il mio è semplicemente un invito all’apertura ed alla manifestazione della propria personalità e delle proprie idee.
    Poi ognuno avrà sempre le proprie ed il proprio modo di esporle, magari senza nascondersi dietro sofismi, colpi di letteratura o parole altisonanti.

    Buon fine settimana a tutti!

    • ArCaN0 ~ Marco P. ha detto:

      Poi ognuno avrà sempre le proprie ed il proprio modo di esporle, magari senza nascondersi dietro sofismi, colpi di letteratura o parole altisonanti. 😀

      Mi fa paicere che hai capito che la mia non era un accusa ai contenuti ma un semplice elogio ad un lessico tipo “pane al pane e vino al vino” 😉

  7. Mario Circello ha detto:

    Ciao Torto,

    e pensare che credevo di essere io il primo sostenitore in assoluto del tuo blog…

    Un abbraccio…

  8. Alessio Lo Monaco ha detto:

    @Mario Circello
    Mario ammiro molto la serenità con la quale parli della tua vita ed il coraggio con cui la affronti. Penso che non sia stato affatto facile affrontare una paternità precoce. Ho un amico che è diventato padre a 16 anni e capisco benissimo che il carico delle responsabilità diventa molto alto.
    Tornando al discorso che si faceva credo che tu abbia colto in pieno il punto.
    E’ il sistema che non và e chi vuole ribellarsi si ritrova a viaggiare su un binario che non segue ne moda e ne massa. “La maggioranza è quella che conta” purtroppo questo è il fallimento della democrazia nella società civile, per cui poi ci si ritrova con le spalle al muro scegliendo tra Vivere e sopravvivere.
    Per questo motivo a me è sempre piaciuto chi va controcorrente (naturalmente chi “sa” non chi dice di farlo), perchè è senza paura ed ha la capacità di manifestare il proprio essere liberamente.
    Quando sei così ti sembra di vivere in due universi paralleli: da una parte la tua vita quotidiana ed il tuo mondo che rispecchia te stesso ed il tuo modo di vivere, dall’altra parte una società intrisa dall’egoismo e dal materialismo, dall’amore per il successo e dal meschino senso del profitto.
    Ringraziando Dio la rete è un potente mezzo di libera espressione e per molti versi ci sta aprendo gli occhi. E’ interessante notare come nel web puoi trovare tutta una serie di informazioni che i media non renderanno mai pubbliche e come queste informazioni abbiano spesso un ragionevole e plausibile riscontro.
    Per fare solo qualche esempio: Teoria del signoraggio (spiegata chiaramente su youtube alla voce “La questione del signoraggio”), Il simbolismo nei media (trattato da Michael Tsarion sempre su youtube), Teoria della cospirazione globale (che non è quella descritta superficialmente da wikipedia ma è quella che trovate su youtube come “La piramide della cospirazione globale”).
    E’ interessante anche come le fonti ufficiali tipo wikipedia adottino per questi fenomeni descrizioni molto “differenti” da quelle che danno gli esperti di tali fenomeni. Vi faccio tre nomi ad esempio di tre esperti dei temi già citati: Eugenio Benetazzo, David Icke, Alex Jones.

    @ArCaN0 ~ Marco P.
    Arcano scusa ma continuo a non capire la ragione della tua critica.
    Mi dici che il mio è un “discorsetto da propaganda politica” e adesso dici che ti riferisci al lessico?
    Non credo che la forma sia importante quanto i contenuti nell’espressione di un concetto e quindi non vedo alcun motivo per cui tu debba bollarlo come “discorsetto”.
    Per quanto riguarda il lessico mi sembra di essere stato molto semplice e chiaro, anzi io stesso ho avuto l’impressione di esserlo fin troppo.
    Ripeto ognuno si esprime come vuole, poi sono le idee quelle che contano.

    Purtroppo credo che non ci sia molto da stupirsi nel sentirsi dire che i propri sono discorsi da propaganda politica da qualcuno che fa della propria cittadinanza manifesto di un modo di vivere migliore degli altri.

    @Tutti
    Un caloroso saluto a tutti e a Torto che gestisce il sito e ci ha dato questa possibilità.
    Ciao!

    • ArCaN0 ~ Marco P. ha detto:

      Dovrei rileggere il tuo intervento epr rispondere meglio, ma non mi và.
      Semplicemente discorsi su amore, falcone, borsellino (hai scordato ghandi 😉 ) mi sanno tanto di retorico e poco di pratico, e non mi riferivo ad un lessico difficile ma smeplicemente poco ocncreto, parli di personaggi che hanno fatto la storia e di sentimenti… fra un tuo intervento e un manifesot di partito non è che ci passi poi tanta differenza… L’ultima frase credo ti sia capito solo tu… dal vivo ti avrei risposto con un rutto ben fatto 😀 … mi chiedo solo se quella frase non sia segno di pregiudizi insensati nella logica e nel pensiero base di questo blog… non ho mai detto che un napoletano ha un modo di viver emigliore degli altri… non capisco perchè a volte la gente ha i complessi del “non essere partenopeo” ..se permetti propongo di : NON SPORCARE QUESTO BLOG CON CERTE STRONZATE! gracias 🙂 Peace!

  9. Alessio Lo Monaco ha detto:

    Devo ammettere che la battuta del rutto mi ha fatto scassare dal ridere… Arcano che te devo dì punti di vista… modi di comunicare… tutto qui.
    Forse saranno i miei 23 anni e il mio modo ancora poco disincantato di vedere le cose… ammetto in effetti di essere stato un pò retorico.
    Cmq ti mando un bel rutto in amicizia anch’io 🙂 Respect!

    Un saluto a tutti!

    • ArCaN0 ~ Marco P. ha detto:

      :D:D:D:D:D:D:D:D:D
      Quella del rutto era una citazione da “Tocca qui…” degli Articolo 31,
      una tipa avvicina Ax e gli dice:
      “J Ax approvo come interpreti la globalità multimediale della massa attuale”
      e ax risponde:
      ..la guardo con sospetto, ero fuori di brutto, che cazzo hai detto? e le rispondo con un RUTTO

      😛 😛 😛

      Figurati magari sono io ad essere troppo disincantato … RESPECT ZIO!

  10. pinocchio74 ha detto:

    NON ERA MEGLIO VENDERE GELATI AGLI ESCHIMESI?
    Esco dal paesello per studiare arte nella grande capitale, mi ritrovo nel mondo che tanto sognavo e dopo 5 anni il sogno era diventato una realtà che non mi piaceva… arte da imparare… non si impara l’arte. Bastava semplicemente uscire da quei 4 muri bianchi per fartela entrare nel sangue e invece si imparava Caravaggio dai libri si imparava Michelangelo dalle figure sbiadite dei tomi così cari che con quel che costavano potevi visitare la Cappella Sistina per il resto della vita… Ok voglio catturare con la macchina fotografica quello che prima di me qualcuno a messo su muri e tele perchè non ho la presunzione di chiamarmi artista…Super scuola e super retta da pagare si ma almeno imparo un mestiere (come no!!). La fotografia è la mia passione e non riesco a vendere e a far comprare quello che scatto e resta sepolto nel mio archivio! Ok adesso hai 25 anni è ora che smetti di giocare sei grande trovati un lavoro… una fortuna sfacciata, sai usare il PC si allora c’è un posto per te presso un ufficio pubblico contratto per tre mesi a 2 milioni di lire al mese, ca_ _o si arrivo… tre mesi poi altri tre poi un anno e così ne passano 10 sempre precario ma da 2 milioni sono diventati 1.000 euro al mese (e non sono più i 2 milioni di prima) e per 10 anni fai il lavoro di chi ha avuto la fortuna di “vincere il concorso pubblico negli anni ’60… che legge il giornale… che usa il PC per fare qualche ricerca di come si fa la marmellata, il brasato o come apparecchiare la tavola per Natale, per chi esce a fare colazione (per due ore o forse tre) perché il caffè del bar dell’ufficio fa schifo, però a fine mese voglio i buoni pasto perché è un diritto, per chi non sa cosa vuol dire procedimento amministrativo, accesso agli atti, redazione e stipulazione dei contratti nella Pubblica Amministrazione, per chi non ha una coscienza lavorativa, per chi fa accumulare pratiche perché non gli frega un cazzo se qualcuno deve prendere 1.000 euro per un lavoro svolto” e ti spacchi per chi ti dice:” sei precario quindi stai attento se no non ti rinnoviamo il contratto… quindi ferie non pagate, zero malattie, zero tredicesime, zero Tfr, zero sindacati, zero diritti”

    Ma alla fine li ringrazi perché il loro non lavorare “intanto te pagano lo stesso” ti ha dato la possibilità di imparare un mestiere che è quello del dipendente pubblico con coscienza lavorativa… perché tu sei precario e ad ogni scadenza contrattuale hai la paura che ti tolgono pure i mille euro al mese e quindi cerchi di fare al meglio il tuo lavoro, leggi e decreti sono la tua Bibbia… la 241/90 il tuo vangelo il D.Lgs 163 la tua guida (ma il mio sogno non era diventare un artista?? Ma va bene lo stesso intanto sarei comunque morta di fame e la fama sarebbe arrivata magari dopo morta).

    Ma i fortunati dei mega concorsoni, vinti perché non esistevano certo i calci al culo, hanno la possibilità di godersi la pensione… e adesso chi lavora??? Questo Ente deve sopravvivere… dobbiamo sistemare sti 74 bamboccioni…. Che si fa??? Staremo a vedere se i calci in culo funzionano anche nel 2010 (io qualche dubbio ce l’ho).

    E adesso che hai 36 anni che non hai messo al mondo un figlio, che una famiglia costruita su due lavori precari è veramente difficile da mandare avanti, perché hai avuto il coraggio di comprare una casa con un mutuo che quando hai firmato il direttore della super banca aveva addosso un passamontagna e dal tuo stipendio da 1.000 euro che rimane??? Per fortuna che c’è mamma che compra le cose in offerta paghi uno e prendi due che passa a casa e dice:”ERA IN OFFERTA” e tu sorridi e dici: “GRAZIE”….ma pensi….non era meglio vendere gelati agli eschimesi??

    • torto45 ha detto:

      Non c’è da aggiungere altro.

      • ArCaN0 ~ Marco P. ha detto:

        Torto questo post, oltreche bellissimo è un segnale, credo sia giunto il momento di agigungere una sezione intitolata “le vostre sotrie” o una roba del genere, perchè credo che certi fatti meritino più visibilità di un commento a fondo pagina.

        😉

      • torto45 ha detto:

        Caro Marco, è vero, dovrei dare la voce a tutte le storie belle ed esemplari come quella di Pinocchio74, la tua o quella di Rolando, di Mario e tanti altri. Datemi il tempo di studiare meglio il blog, non sono un asso dell’informatica. In ogni caso, ciò che la gente scrive è facilmente leggibile nei commenti, per ora. Mi impegnerò a strutturare meglio il mio blog. In ogni caso, per quanto riguarda i due commenti di Pinocchio74, li ho trovati così belli, appropriati ed interessanti che non mi sembrava il caso di aggiungere altro. Un abbraccio e un enorme grazie a tutti voi per il vostro indispensabile contributo.

  11. ArCaN0 ~ Marco P. ha detto:

    vero pinocchio è un piacere da leggere, in particolare la parte sull’art. 4 nell’altro post.

  12. pinocchio74 ha detto:

    E’ un piacere ricevere complimenti ma i miei deliri arrivano dal profondo di una grande incazzatura!

    P.s. grazie dello spazio…è come scendere in piazza ed urlare le nostre delusioni!

  13. bet365 ha detto:

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    your subject is quality
    I get a lot in your topic really thank your very much
    btw the theme of you blog is really superb
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  14. Rossella ha detto:

    Disarmante
    Deludente
    Demotivante

    Solo le prime parole che mi sovvengono quando guardo il mio futuro… E quando leggo parole come le vostre mi dico “beh, non sono sola…” ma non si prova gioia. Ritornano solo gli aggettivi di cui sopra.
    Quando li senti parlare, dall’alto del loro stipendio milionario, dagli yacht, dai diamanti e dagli i-pad regalati dal partito, dai bagni ristrutturati a spese dei contribuenti…quando li senti chiamarci “bamboccioni”… a me sale la rabbia!
    So di essere ancora giovane e so anche di essere stata un’egoista ad aver inseguito un sogno (l’arte) invece di un impiego stabile… ma siamo davvero noi che “ci abbiamo creduto” ad essere dalla parte del torto o sono loro che hanno mangiato tutta la torta e non hanno lasciato neanche le briciole? Siamo noi giovani i colpevoli? Solo per aver creduto alla menzogna “studia studia e vedrai che troverai un lavoro migliore”?
    Non siamo stati avvertiti, non ce l’avevano detto. Abbiamo studiato, ci siamo laureati. La scuola non ci ha aiutato e ora un laureato fa fatica ad essere assunto perché costa di più.

    Come dice Pinocchio74, forse era meglio vendere gelato agli eschimesi…

  15. DAMAXX ha detto:

    Ma quanta verità è in queste parole? Condivido tutto.

  16. Pinocchio74 ha detto:

    UN SANTO

    E’ un pò che non scrivo perchè è andata via la rabbia ed è arrivata l’apatia, quel senso di sconforto che il pugile deve provare quando dopo un incontro vede buttare la spugna… così mi sento.

    Sento di aver lottato per 11 round o meglio per 11 anni, aver creduto in quello che facevo aver percepito uno stipendio dignitoso e aver dormito tranquillo perché sapevo che non lo stavo rubando sono stato felice di aver lavorato e anche fortunato perché ho avuto la possibilità di lavorare…

    Ragazzi fortunato capite, perché oggi ci vuole FORTUNA…
    (o forse un gran bel seno? Uno stacco di coscia??? e perché no un culo da brasiliana?!!!)
    ma madre natura non mi ha donato tante virtù e quindi per 11 anni ho semplicemente lavorato e lavorando ho imparato e quindi formato su quello che richiedevano le mie mansioni e sono cresciuto “lavorativamenteparlando” e poi ho anche lottato per quello che ritenevo il “mio” posto di lavoro….selezioni di personale, concorso a tempo determinato e adesso dopo 11 anni tutto quello che ho fatto per coscienza lavorativa, per onore di patria (perché non volevo rientrare tra i fortunati dipendenti pubblici che non fanno un ca_ _o) mi devo confrontare ancora…che stanchezza… che amarezza… dormo e… sogno…

    Loro: “Si ma sta volta è diverso magari un tempo i-n-d-e-t-e-r-m-i-n-a-t-o”
    Io: ”e allora che faccio mi metto a studiare si ma quando e soprattutto perché?? il mio lavoro di 11 anni chi lo valuta… tutte le mie scartoffie…??”
    Loro:” Ovviamente non può essere valutato avevi contratti co.co.co, co.co.pro quindi si valutano solo gli ultimi 3…”
    Io:”hahahaha… scusate non avevo capito!!! (ma che centra??? Non ho lavorato ugualmente?? Ma!)”
    Loro: “Ma perché non ti sei preso una laurea in tutti questi anni???”
    Io: “Mmmmmm perché lavoravo!!!! (Altro che contratto flessibile, lavoro subordinato era, ma chi ha avuto il coraggio di dirlo si è ritrovato in strada senza contratto a fine scadenza, si si lo so si chiama RICATTO ma se hai bisogno di lavorare stai zitto e vai avanti)”
    Loro: ”Peccato!!! Sei solo un diplomato del ca_ _o… “
    Io: “quindi???”
    Loro:”(sei fottuto)”
    Io: “CA_ _OOOOOO lo sapete che è inutile che mi valutate facendomi scrivere un temino, è inutile che mi interrogate che mi spulciate il curriculum i corsi di formazione i titoli… l’ECDL…. (RAGAZZI ma che stron_ata è???)
    Loro:”Viene valutato come titolo e se non ce l’hai vuol dire che non ti posso valutare se sai o no usare un PC”
    Io: non mi valuti e quindi non mi dai punti???(magari sono un hacker e quando mi hai fottuto a questo concorso ti svuoto il conto in banca…).
    Loro: “…”
    Io: “ perché non alzate il vostro cu_o e non venite nel “mio” ufficio…anzi no…nel nostro ufficio perché è pubblico è di tutti e venite a vedere le nostre scartoffie di 11 anni che hanno garantito a tutti noi che il mio stipendio non ve lo stavo rubando??”

    Mi sveglio e mi rendo conto che questa potrebbe essere la realtà l’ultima botta da pazzo… sarebbe divertente presentare ad una commissione le centinaia di pratiche chiuse, i faldoni con i lacci, la polvere, le cartelle ad anelli, i centinaia di file racchiusi nelle centinaia di cartelle divise per anni del mio hard disk e la possibilità di dire mi valutate questo per favore?

    Ma non mi va ragazzi…non mi va più… perché ne per merito ne per diritto ci credo più….perché ho visto con i miei occhi quello che accade veramente e per chi accade veramente.

    Io ho solo mamma e papà. Voi qualche Santo???

    Non lo pregate!!

    SFRUTTATELO…

  17. alessio ezzelino ha detto:

    stimo i tuoi pensieri

  18. Goodbye Mamma ha detto:

    Torto,
    Abbiamo ancora una volta pubblicato il tuo testo sul nostro gruppo di Goodbye Mamma:
    http://www.facebook.com/home.php#!/home.php?sk=group_133627603369325&ap=1
    lo troviamo veramente geniale!
    Per chi ne avesse le p.piene di questa situazione, Goodbye Mamma é un servizio gratuito che insegna un metodo sul “come lasciare l’Italia”, grazie a un gruppo di expats sparsi per il mondo!

  19. Una delle cose più belle che abbia mai letto su facebook, su internet e, in generale, in tutta la mia vita.
    Saluti, EJS

  20. Pingback: A brief history of a generation. | Play that funky music white boy!

  21. Pingback: CaratteriMobili » BREVE STORIA DI UNA GENERAZIONE

  22. Ofelia ha detto:

    Torto, ti voglio bene.
    Hai colto l’essenza della questione: dopo tutto quello che ci siamo sentiti dire…. ora fanculo.
    Un fanculo ancora più convinto di quanto già non lo avessimo gridato prima.
    Questa non è ribellione: è consapevolezza.
    A presto.

  23. londonshots ha detto:

    Ho trovato questo post per caso, tramite Facebook. Io sono tra quelli che sono emigrati e vengono rimproverati per questo. Ok, non tutta una generazione si ritrova in questo, ma un buon 90% di quelli che ho incontrato, in Italia e fuori, potrebbe aver scritto questo post. Grazie per aver scritto in maniera semplice e concisa i sentimenti di tanti, e la rabbia che spiega perche’ molti (come me) non hanno piu’ la forza di provare a cambiare le cose in Italia.

  24. Didi ha detto:

    LOL! In poche righe hai creato un inno nazionale.
    E’ vero e ci siamo stancati. Noi, non più troppo giovani e con ” troppa esperienza e troppi titoli”, siamo gli attori, in molti casi consapevoli, di un ridicolo dramma per signore annoiate dell’alta società (o.O). Un pò “buffoni di corte” e un pò Jolly, tappabuchi di buchi creati quando ancora non eravamo nati.
    Io ho provato a volare in Uk poi in Germania, poi stupidamente, dopo tre anni, fidandomi di quelli che ” Adesso si può solo risalire. Poi con la tua esperienza troverai subito lavoro” sono tornata. E sono solo scesa. Che più in basso non posso. Senza lavoro, né casa, né futuro, Con un libro che spero mi pubblichino e con troppi pochi sogni sparsi per la camera. Perchè i sogni, adesso, hanno lasciato spazio solo alla rabbia.

    Io vedo una sola soluzione: ribellione.

    • torto45 ha detto:

      Grazie Didi. Mi dispiace per i tuoi sogni uccisi dalla rabbia. Succede un po’a tutti noi dai quaranta – più o meno – in giù, in questo paese a dir poco bizzarro. In ogni caso, credo si tratti di sostituire quei sogni con altri sogni – se non sogniamo moriamo – che parlino di rivolta e giustizia sociale. Sogni che nessuno è riuscito mai ad uccidere, nonostante innumerevoli tentativi. A presto e grazie ancora!

  25. Giandomenico ha detto:

    Ho letto questo post sulla bacheca di un amico (credo comune) e, da felice emigrato, l’ho trovato un meraviglioso specchio della situazione, mi piace il tuo modo ironico di esprimerti, la tua sagacia, non posso che farti i complimenti.

  26. In Libero Stato ha detto:

    Non so se tu sei bravo a fare ironia.. oppure è la situazione a essere così paradossale e sulla quale è facile fare dell’ironia. Comunque “mi piace”.

  27. Giovanni Florio ha detto:

    Ciao Gaetano volevo segnalarti che sei sul blog di Beppe Grillo oggi
    http://www.beppegrillo.it/2012/09/breve_storia_di.html
    Ciao, Giovanni

  28. A3yu ha detto:

    ragazzi bisogna iniziare a fare qualcosa di concreto! questa breve storia può essere l’incipit. Copiatela e incollatela dovunque. Bisogna sensibilizzare e svegliare le coscienze, l’Italia ancora dorme, in confronto a quanto avviene ad esempio in Spagna, dove la cittadinanza si muove mensilmente ed è costituita da persone oneste, siano esse operai, imprenditori, studenti, professori, pensionati, occupati o disoccupati. Non è più una questione di destra o sinistra, ma di sopra o sotto. E noi stiamo sotto a quella categoria di criminali e sfruttatori che vivono, a causa dell’ignoranza e dell’indifferenza del popolo italiano, nell’illegalità e nella corruzione. è giunto il momento di alzarsi, di rivendicare quello che è sempre stato nostro, l’Italia, il poter vivere un’esistenza dignitosa, senza soprusi, senza doversi abbassare a compromessi che limitano la nostra libertà. Riempite le strade della vostra città con stralci di realtà… fotocopiate e riempite l’italia

    OFFRESI LAVORO:
    STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
    STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
    PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (da scegliere discrezionalmente)
    RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
    INDENNITA’ DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
    VITALIZIO DOPO APPENA DUE ANNI DI LAVORO
    TUTTI ESENTASSE
    +
    TELEFONO CELLULARE gratis
    VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
    CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
    FS gratis
    AEREO DI STATO gratis
    AUTO BLU CON AUTISTA gratis

    RISTORANTE gratis e molto altro ancora…
    GLI INTERESSATI POSSONO CANDIDARSI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI O AL SENATO DELLA REPUBBLICA ITALIANA MA SOLO DOPO CHE IL PARTITO (NON IMPORTA QUALE) AVRà PRESTATO IL SUO CONSENSO. PREFERIBILMENTE CON PRECEDENTI PENALI.
    Lo stipendio sarà generosamente elargito dai disoccupati, dai precari, dagli imprenditori onesti che stanno per chiudere l’impresa, da quelli che lottano per sopravvivere, dal lavoratore in cassa integrazione, dal pensionato, e un giorno anche dai loro figli, e se continua così, dai figli dei loro figli.

    Italiano svegliati,
    la Popolazione è chiamata a svegliare le proprie coscienze, il proprio senso civico e della legalità in difesa del suo diritto ad un’esistenza dignitosa.

  29. stefania ha detto:

    Io un lavoro fisso l’ho trovato alla fine(non essendo statale, fisso per modo di dire perché possono sempre cacciarmi pagandomi al massimo 2000 euro di buonuscita) ma tendo a precisare che ho iniziato a lavorare 15 anni fa e guadagnavo 1.800.000 lire ed adesso guadagno 1000 euro, ogni commento è superfluo.

  30. Mercurio aurato ha detto:

    Da Esule felice di stare dove sto, pero`con il rammarico di aver lasciato una terra che potenzialmente potrebbe essere la piu`felice del pianeta ti faccio i complimenti per il tuo scritto. Certo che l’errore è stato farsi dire cosa fare ipnotizzati da un modello di vita stupido e irraggiungibile. La Libertà è essere SVEGLI.

  31. Ervin Prifti ha detto:

    dico anch’ io la mia …

    Sono Straniero… eh si ormai mi sembra il mio 2 cognome si perche me la sono portato dietro per tutto il tempo di permanenza regolare nel vostro paese. Ero buono per lavare i piati nei ristoranti , pagare affitti alti in nero a case che puzzavano di vecchiaia e mi dovevo sentire anche fortunato se ne trovavo una.

    Dopo tutto questo mi sono laureato !! si io lo straniero “tutto buono, bravo e tranquillo” che non andavo in giro spacciando droga ai vostri figli, fratelli o sorelle viziati/e o depressi/e .Si mi sono laureato anche in “Italia” in Matematica+Informatica.

    Ora mi metto a cercare lavoro per quello che ho studiato no ? basta lavare piatti!! un bel giorno ho pensato. Trovi solo porte chiuse o certi lavori che per quello che ti pagano è proprio un’ offesa al anima . poi come fai a campare con 800-900 euri al mese in una terra straniera . Ho detto basta e me ne sono andato via . Presi la Carta di Soggiorno e lo buttai in mare.

    Sono toronato dopo 1 anno cosi in visita . Mi sono messo veramente a ridere a guardare le solite faccine alcune abbronzzate in pieno inverno con lampade cancerogeni e strade piene di Marrochini e Negri perche in Italia loro sono veramente i benvenuti anche se non si dice mai Solo loro possono lavare la vostra schifezza a poco prezzo

    Non voglio generalizare odio generalizzare e fare di tutta l’erba un fascio ma visto che lo subito su me stesso ora mi viene da dire : con pocchi eccezzioni di gente veramente brava SI siete veramente un paese in mala fede, mediocre, di bunga bunga,ormai arrivati alla frutta quasi tutti depressi , sempre li a piangere in prima linea se qualche cosa non soddisfa i vostri gusti perversi.

    Spero che questa crisi, anche se per molti è come una chiacchierata al bar, vi faccia capire un pò di cose che in questi ultimi 30 anni non volevate capire e sentire voi esseri superiori e democratici

  32. gianrodi ha detto:

    Ottimo articolo! Ho lasciato l’Italia nel 2008 perchè ero laureato da tre anni e lavoravo da tre anni come operaio..in Svizzera (abitavo vicino al confine). Ho trovato lavoro come laureato in Australia, Nuova Zelanda , USA. Praticamente ovunque considerano il mio titolo di studio come qualcosa che vale, solo nel mio paese la mia laurea è carta straccia. Nel 2011 tornai in Italia con l’obiettivo di restarci, assieme a mia moglie (Canadese), ma non riuscii a trovare lavoro e dopo 3 mesi di ricerche decisi di rispondere a 10 offerte di lavoro in Nuova Zelanda. Ebbene una settimana dopo aver mandato il CV avevamo entrambi il lavoro. Ora viviamo in Canada, e torniamo in Italia solo per le ferie. Ho due sorelle, una a Londra, l’altra lavora in Svizzera e Germania, in famiglia nessuno di noi figli lavora in Italia.

  33. Daniele ha detto:

    Grande!!! Triste, ma è così…

  34. Fernando Valentino ha detto:

    Magnifico scritto, complimenti, vorrei averlo fatto io. Mi hai tolto un peso dallo stomaco. Bisognerebbe mandarla a tutti i politici e tutti i giornalisti, a, dimenticavo i sindacati! Fernando (in America)

  35. Andrea ha detto:

    Per me questa storia breve è la storia della mia generazione (’73) in rapporto con quella dei nostri genitori (’45). Hai saputo cogliere perfettamente la frustrazione del sogno infranto, figlio della più becera borghesia fallimentare e traditrice.
    Vivissimi complimenti per l’idea, la capacità letteraria e l’originalità.
    Ho pubblicato il link sul mio profilo fb!
    In bocca al lupo!

  36. Stefano ha detto:

    55 anni, informatico da 40, laurea in economia e commercio alla Luiss nel 1980 (110 e lode), quattro lingue, vivo felice in Svizzera con mia moglie e i miei quattro figli, consapevoli dello scampato pericolo. Hai raccontato in poche righe la storia della mia vita, con tutti i dettagli al posto giusto, nel mio caso cambia solo leggermente l’ordine degli accadimenti.

    Stefano

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  38. ajaz ha detto:

    da rileggere ogni mattina.
    Da studente universitario lauerando in fisica posso dire che è esattamente questa l’atmosfera che permea le facoltà scientifiche…
    i miei complimenti

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  40. Showcian ha detto:

    Sono una giapponese e vi scrivo dalla citta` di Sendai, circa 350km piu` nord di Tokyo.
    Studio italiano da parecchi anni e scrivo un blog in italiano e in giapponese. Siccome questo tuo post e` molto interessante, l’ho linkato nel blog traducendo in giapponese per far conoscere ai lettori giapponesi la situazione della vita dei giovani italiani.

    http://showcian.blog135.fc2.com/

    Mi fara` piacere se lo visiti!
    Non vedo l’ora del tuo prossimo articolo.

  41. mauro ha detto:

    Straoridnario! Sembra (a parte l’emigrazione che comunque sto seriamente meditando) la storia della mia vita. Aggiungo un bel “Non sei mai stato in grado di fare le scelte giuste” dettomi dal venerando papà che, dall’alto della sua vita lavorativa senza ostacoli e della sua bella e ormai ventennale pensione), mi ha sparato al momento del licenziamento. Dopo vent’anni di lavoro sono troppo vecchio, troppo pagato, troppo esperto, troppo inesperto, troppo sapiente, poco sapiente. La realtà è che mi guardo indietro e mi chiedo cosa avrei potuto fare di diverso: liceo, laurea, gavetta, tante esperienze…. Forse la politica e un pò di mazzette? Una rapina? Un bello studio di consulenza dove tutti friggono aria e nessuno lavora? Un lavoro statale con tanto di prepensionamento a 40 anni? Una bella pensione da finto invalido? Una bella carriera da esperto finanziario che ruba ai poveri per dare ai ricchi? Chissà

  42. kidpix ha detto:

    Fantastico.
    92 minuti di applausi.

    PS: a parte i figli o fatto tutto, ma tra poco rimedio.

    Saluti dalla Germania!

  43. Monia Benini ha detto:

    Davvero splendido!!!! Posso pubblicarlo (anche con link originale, ovviamente) su http://www.testelibere.it?

  44. pluto ha detto:

    Ho studiato con insegnanti severi, chiedevano impegno e capacità critica ma in particolare la capacità di capire ciò che mi accadeva intorno e di capire se le scelte che avrei fatto sarebbero state nel mio interesse.
    Le scelte che avete fatto o che hanno fatto i vostri genitori nell’urna elettorale, sono state frutto di una attenta riflessione per capire se la loro o la vostra scala di valori e i loro o i vostri interessi sarebbero stati rappresentati dalle persone o dai partiti che stavano o che stavate per votare?
    L’Italia di oggi è il frutto di quelle scelte e come al solito, per gli italiani, i guai che subiscono sono sempre colpa di altri.
    Siamo causa del nostro male, impariamo a prendere in mano il nostro futuro e le nostre responsabilità, pretendiamo che lo facciano tutti nel nostro piccolo cerchio di amicizie o nel nostro lavoro, smettiamo di accettare compromessi, scegliamo quali sono i valori per i quali non siamo disposti ad accettare intermediazioni, smettiamo di piangerci addosso e insistiamo affinchè chi ci rappresenta si attenga ai nostri interessi.
    Un voto, una scelta, non rinunciamo al nostro futuro, milioni di persone sono morte per questo diritto, altrimenti ritorneremo in medioevo (tecnologicamente avanzato).

  45. pierluigi.crescenzi@unifi.it ha detto:

    Ti sei laureato ? bene ora vai a frigere patate perche questo e rimasto ! belle foto su Facebook commentare Grande Fratello e discorsi intelletuali del tipo dovè che i cani devono pisciare

    buona fortuna a tutti (anche a Totti )

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  47. usumdelphini ha detto:

    Capolavoro di pragmatismo. Bravo davvero

  48. giuseppe ha detto:

    MA RAGAZZI, NON LAMENTATEVI, AGITE !! CHE COSA ASPETTATE AD ORGANIZZARVI PER ROVESCIARE IL BANCO ?

  49. Salvatore ha detto:

    DOMANI PARTO PER L’AUSTRIA….MI PAGANO UNA FRACCA DI SOLDI…. D’ACCORDISSIMO!

  50. Niko ha detto:

    Non è proprio così. Molti giovani danno la colpa, per comodità, alle vecchie generazioni per la situazione attuale, ma se guardo l’esperienza dei miei genitori e della loro generazione, posso solo dire che loro hanno fatto sacrifici e hanno
    lottato per acquisire i diritti che hanno permesso a noi di avere vite agiate e privilegi dei quali non siamo stati in grado di aprezzare il valore. Siamo cresciuti con la convinzione che tutto ci fosse dovuto, solo perchè abbiamo ottenuto tutto troppo facilmente e nel frattempo che andavamo in giro a divertirci, pretendendo sempre di più (giochi, vestiti, motorini, auto, vacanze) abbiamo perso di vista il fatto che nella vita le cose si guadagnano con fatica e impegno. Alcuni sicuramente hanno aproffittato di questo benessere per privarci a poco a poco di tutte queste libertà che davamo per scontato. Ma come la vita ci stà insegnado, nulla è scontato e chi attenta alla nostra libertà è sempre sveglio mentre noi siamo caduti in un sonno profondo, delegando il nostro futuro a queste persone. Ora pretendiamo che qualcuno ci risolva i problemi mentre noi stiamo comodamente seduti ad aspettare. Chi ha scritto questo testo lo puntualizza bene: “ci hanno detto fate questo e fate quello” ma noi cosa vogliamo fare? Preferiamo continuare ad ascoltare qualcuno che ci dica cosa fare? Oppure vogliamo essere noi a decidere il da farsi e a prendere in mano il nostro futuro. La mia non è una lamentela ne tantomeno una critica, personalmente sono stanco di tutto questo disfattismo diffuso tra i giovani. è invece un appello a tutti coloro che hanno voglia di rialzarsi e combattere per riprendere i diritti che ci sono stati tolti e affermarne di nuovi, nel segno della continuità di quei valori che i nostri genitori ci hanno dato. Andare via è la sconfitta più grande, bisogna restare e far sentire la nostra voce, perchè così potremmo garantire una vita serena ai nostri figli proprio come è stata garantita a noi ma con la consapevolezza che una volta divenuti adulti dovranno lottare giorno per giorno per mantenere viva la nostra libertà.

    • Non puoi combattere.
      Non hai le armi.
      Come puoi far sentire la tua voce? Se anche urli, il rumore di fondo è talmente alto, talmente denso, da coprire anche un coro di lamenti. Questo post, che ti sembra l’ingiustificabile lamentela di uno che non ha mai usato la propria testa, è invece una maniera di far sentire la propria voce.
      Teoricamente per cambiare le cose dovrei mettermi in politica, aderendo ad una ideologia “pacchettizzata” o confezionandone una da zero.
      Fantascienza.
      Gli strumenti legali della politica sono totalmente appiattiti da consuetudini e procedure che li rendono impossibili da praticare per l’uomo della strada.
      Personalmente penso che per uscire da questa situazione si debbano ridiscutere tutti gli accordi internazionali degli ultimi 60 anni. Si debba ricostruire un sistema politico che sia estraneo al mondo della economia, si debbano rimettere in gioco parole come “onore”, “etica”, “dovere”, “qualità”, “durata”… E perchè no, anche “morale”.
      Certamente possiamo farlo nel piccolo delle nostre famiglie, ma la dura realtà con cui ti scontri, ti fa sentire sempre più emarginato e punito. Quando comunichi a tuo figlio il rispetto, la necessità di fare bene i propri compiti per il bene comune, e lui si confronta con la realtà fuori di casa, sarà dura per lui.
      Da vent’anni mi sento ogni giorno più in fondo ad uno scivoloso tunnel in discesa, senza possibilità di tornare indietro, senza vie d’uscita laterali:
      Vai a votare e ti piacciono sempre meno le opzioni disponibili.
      Vai a fare la spesa e ti piacciono sempre meno le opzioni disponibili.
      Vuoi lavorare e … non ci sono opzioni disponibili.

      A me nessuno ha imposto di studiare. Quando mi sono iscritto al liceo non esisteva un vero orientamento: prendi un quattordicenne e chiedigli cosa vuol fare nella vita. Ti parlerà sempre di sogni.
      A me fu suggerito, non imposto, un liceo: si studia di più, hai più sbocchi, bla bla bla.
      L’università l’ho scelta io. Il mondo sembrava così dinamico, così proiettato verso un futuro sereno e stabile, verso l’europa unita, in cui viaggiare e lavorare sarebbe stato più immediato.
      Nessuno mi ha detto “fai così”. Il mondo in cui mi trovavo dava questi input, in maniera indiretta: erano possibilità. Ho scelto di fare l’università, di lavorare (co co co) per non pesare troppo sulla famiglia. Ed immagino che il senso originale del post fosse lo stesso, solo che scritto così appare più drammatico e diretto.

      • torto45 ha detto:

        Grazie di cuore per il lungo e bel commento. Sei una delle belle e numerose voci che partecipano a questo dibattito lungo ormai due anni. E che mi stupisce ogni giorno di più per le risposte che suscita. A presto.

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  55. Sara ha detto:

    Ciao Torto,
    ti scrivo per ringraziarti delle tue parole e per dirti che le ho pubblicate (con i dovuti riferimenti) anche sul mio blog.
    Grazie per ciò che hai scritto, per come hai saputo interpretare il malessere della mia generazione.

    Sara

    http://comeundadodabrodo.blogspot.it/2012/10/a-torto-o-ragione.html

  56. Maurizio ha detto:

    Ho 56 anni, sono un laureato e sono arrivato su questo blog da twitter che uso da pochissimo. Non ho un lavoro stabile da oltre 10 anni, ho un figlio di 17 anni che va al liceo ed una moglie che non si capacita di come possa essere successo tutto quello che ci circonda. Ho letto Breve storia di una generazione e il blog successivo e solo dopo un po’ mi sono reso conto che era stata scritta oltre due anni fa.
    Temo che per me sia tardi, anche se non mollo di un passo, ma voi che potreste essere miei figli, alzatela la testa, fatevi sentire, sarò con voi ma “cazzo salite su quella nave !!!”

    • torto45 ha detto:

      Ciao Maurizio, grazie per aver scritto la tua storia. Tante persone come te, anche su altri blog e nelle pagine dei social network, hanno raccontato le proprie storie, come ho già detto, diverse e simili alle tue, alle nostre, dopo aver letto questo scritto di due anni fa. Storie incrociate, commenti a favore e contro, a volte urlati e rabbiosi, altre delicati, ragionati, sottili e intelligenti, informati. Da tutto questo dibattito ricco e denso ho capito, nel mio piccolo, che le energie per cambiare l’Italia ci sono e sono importanti, basterebbe solo far saltare il tappo che le ostruisce, attraverso una grande mobilitazione popolare e civile, per liberare tutte le giovani o inedite forze che fino a questo momento sono state tenute fuori dalle decisioni sul destino del paese. In tutti i centri di potere e di decisione, in tutta la società civile, distribuendo potere di scelta ma anche assunzioni di responsabilità fra tutti e a tutti. Affinché ciascuno sia in grado di dire di sì o di no, di discutere, di scegliere per sé e per la propria comunità, in una rete di relazioni che non lasci fuori dalle scelte, dai diritti e dalle opportunità nessuno. Con gli obiettivi della solidarietà e della giustizia sociale, della costruzione di nuove opportunità di lavoro per tutti attraverso un progetto di lungo respiro che guardi da qui ai prossimi decenni, della garanzia di tutte le scelte etiche e individuali e dei diritti civili negati, di grandi investimenti sulle future generazioni in istruzione, ricerca, formazione e lavoro, energie rinnovabili, infrastrutture informatiche. Con una ritrovata fiducia nell’Italia che verrà, ma anche nelle proprie capacità. Staremo a vedere. Ma non da fermi.

  57. Dario Cardillo ha detto:

    Ciao Torto 45.. troppo azzekkata la tua intuizione..

    Complimenti per la sintesi.. di una generazione X

    un bacio da BACCAMBA’RUS..

  58. laura ha detto:

    ciao. sono laura, da una tranquilla città del centro italia. a quasi quarant’anni, ho tutto quello che desideravo: un lavoro, una casa, una dignità… certo, di momenti difficili ne ho passati (ospedale compreso…), ma li ho tutti superati con la mia caparbietà e l’affetto familiare. lamentarsi non serve a niente, bisogna consumare le scarpe. buona fortuna, laura

  59. Pingback: SEG: Sad Epoch Generation | Tracing Thought

  60. Pingback: Siderlandia » Breve storia di una generazione

  61. Paolo ha detto:

    Ciao Torto, mi aggiungo all’enorme lista di persone che ti hanno già fatto i complimenti! Volevo dirti che ho citato una parte della tua storia in un articolo pubblicato sul mio sito (con i dovuti crediti). Puoi vederlo cliccando su questo link!

    • torto45 ha detto:

      Ciao Paolo, scusa se rispondo solo ora ma mi sono preso una salutare e totale assenza temporanea dalla rete. Ogni tanto serve. Ti ringrazio e sono onorato della tua citazione. Continua a seguirmi, a presto e lieto di averti conosciuto.

  62. Pingback: Inequivocabile punto di vista dei giovani | L' Antagonista

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